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La Magia della Stampa: gli Inchiostri Invisibili


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scritto da: SixPrint - Visite: 0 - Numero di parole: 356 - Data: 25 Sep 2012 - Ora: 4:40 PM 0 commenti




Esistono vari tipi di inchiostri invisibili, ognuno dei quali ha un comportamento e un segreto diverso.

Vi è mai capitato di sfogliare un libro composto da pagine bianche su cui compaiono le parole dopo averlo messo al sole?  Ecco, questo è un esempio di inchiostro invisibile, e precisamente di inchiostro termocromico, un particolare composto chimico che  consente la riflessione delle frequenze cromatiche solo se viene scaldato a determinate temperature, in modo che per poter leggere la pagina è necessario metterla vicino ad una fonte di calore. Attraverso tale tecnologia di stampa è possibile decidere a quale temperatura potrà essere visualizzato l’inchiostro, e una volta rimosso dalla fonte di calore il foglio torna bianco. Oltre ad avere un effetto molto affascinante, gli inchiostri termocromici possono essere utilizzati sia nella stampa offset, sia nella flessografia, assicurando prodotti di qualità eccellente e di alto impatto.

Ma le “magie” della stampa  non finiscono qui: esistono anche i cosiddetti inchiostri idrocromici. Si tratta di pigmenti che si comportano come i termocromici, ma invece di essere sensibili al calore reagiscono all’acqua. Il segreto è presto svelato: gli inchiostri idrocromici non sono normalmente visibili perché formano una sottile pellicola sulle immagini stampate che rigetta le onde della luce impedendo che colpiscano l'immagine stampata. Nel momento in cui viene bagnato, però, lo strato impermeabile lascia filtrare la luce, che quindi raggiunge lo strato colorato. Quando il foglio si asciuga anche la pellicola riacquista la sua proprietà impermeabile e la pagina torna bianca.

Infine abbiamo l’ UV fluorescente, caratterizzato da pigmenti che appaiono solo se investiti da raggi ultravioletti. A differenza dei precedenti inchiostri, quest’ultimo è molto diffuso e ne veniamo a contatto tutti i giorni, ogni volta che prendiamo in mano una banconota! In questo caso l’utilizzo di un inchiostro invisibile è di primaria importanza  perché consente, disponendo di una macchinetta a raggi ultravioletti, di sapere se una banconota è vera o falsa.



Note biografiche dell'autore

Michela Piccari



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